La PAELLA a modo mio, “My Way”

Paella:

La paella nasce a Valencia, ed è diventata nel tempo uno dei piatti tipici della Spagna e da tempo inserita nei classici della cucina internazionale.

Come tutti i piatti famosi la paella ha subito nel tempo innumerevoli modifiche, sia per adattare il piatto ai gusti della popolazione dove è stata “importata”, ma anche per trovare nuove ricette.

Elencare quanti tipi di paella ci sono è impossibile, ogni cuoco “casalingo” o “professionista” ha la propria ricetta, sicuramente ottima.

La tradizione vuole che sia preparata al aperto con la “paellera”, una padella fatta in ferro con due maniglie, una base piatta ed un bordo di qualche centimetro, con della legna di arancio (comune a Valencia) che li conferisce un aroma particolare.

Per noi amanti del bbq si può usare il wok in ghisa della WEBER ideale per questo tipo di cotture.

 

Ingredienti per un chilogrammo di riso (8/10 commensali come piatto unico):

  • Riso Vialone nano 1 chilogrammo.
  • Gamberoni da 1/2 chilogrammo
  • Gamberetti: 100 grammi
  • Polpo: 400 grammi
  • Anelli di totano o calamaro: da 500 grammi.
  • Perro di pollo: 500 grammi.
  • Cozze 1/2 chilogrammo con guscio – sgusciate 100 grammi.
  • Vongole 1/2 chilogrammo con guscio – sgusciate 100 grammi.
  • Peperoni rossi 1grosso o due medi.
  • Punte di asparagi 50 grammi.
  • Piselli medi (meglio se freschi) 50 grammi.
  • Pomodorini pachini freschi  (100 grammi) o passato di pomodoro 50 grammi.
  • Vino bianco fermo (buono) un bicchiere. Olio evo ¼ di bicchiere. Sale Q.B. Cipolla (rossa di tropea) 50 grammi. Aglio 1 spicchio grosso. Pepe e Peperoncino a piacere. Il succo di un limone.

Si parte:

Se avete scelto di usare vongole e cozze fresche, le avete pulite il giorno prima.

Tritare finemente cipolla e aglio, versare l’olio e fare soffriggere a fuoco basso aggiungendo (se volete) il peperoncino, il tutto deve appassire non bruciare.

Aggiungere il pollo ( il pollo deve prima marinare un ora con il suco di limone ed il pepe, girate spesso) e gli anelli, alzando leggermente il fuoco, aggiungete un pizzico di sale, cuocere mescolando per 15 minuti di minuti, o fino a quando il liquido rilasciato incomincia ad asciugare.

Aggiungete il polpo cotto. e sfumate con un bicchiere di vino bianco fermo.

Abbassate il fuoco ed aggiungete i pomodorini, cuocere per 5 minuti

Aggiungete i peperoni e cuocere per altri 5 minuti

Aggiungete i piselli e le punte di asparago. Cuocere per altri 5 minuti.

Aggiungete il riso e lo zafferano.

Venti minuti di cottura, aggiustate di sale, spegnete il fuoco, lasciate riposare 10 minuti, servite.

Se vi piace potete presentarla in modo che l’occhio abbia la sua parte! Gamberoni e cozze e vongole con il loro guscio ben in vista spicchi di limone, ecc.)

Se avete dubbi o domande chiedete pure. 

vecchioferro48@gmail.com

IL DONO DI PROMETEO!

Si parte da lontano!

 

PROMETEO?

Vi dice qualcosa, vi ricorda qualcosa?

No?  Io sono andato a cercare testimonianze dirette su costui, ma… quelli che l’avrebbero conosciuto sono morti da un po!

Si, dato che Prometeo era un “titano” *  ovvero un dio antico!

I Greci, certamente loro sanno cosa sia successo, perché di cose ne hanno avuto luogo da quelle parti, gli autori di  “soap opere” hanno preso ispirazione a piene mani ai lavori di Esiodo * ed Eschilo *.

Allora mi recai in Grecia, e dopo vagabondaggi vari sono approdato, cercando l’illuminazione su questi argomenti, in una delle peggiori bettole del Pireo (porto di Atene) dove trovai un cantastorie, che, dopo diversi bicchieri di ouzo puro, ovvero non diluito con acqua, acconsentì a raccontarmi questa storia…

Che racconto, riassumendo, senza impegni…  perche l’ouzo l’ho bevuto anch’io!!

 

Prometeo, fu il figlio di un “gigante” * tale Euromidonte che lo generò violentando Era (moglie di Zeus – quello dei fulmini, capo degli dei – il che logicamente non faceva di Prometeo il preferito del capo.

Inoltre, e qui ci raccordiamo con la nostra promessa, Prometeo rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini (più che a gli uomini, ad una bionda – dicono molto formosa – che li faceva mangiare tutto crudo), a questo punto Zeus si arrabbia di brutto e incatena il nostro eroe ad una roccia ai confini del mondo, e li manda un aquila che gli mangerà il fegato – che li ricresce puntualmente il giorno dopo – per l’eternità.

Eracle * (l’Ercole Romano) che non si fa i fatti suoi, trova Prometeo, uccide l’aquila ed insieme se la pappano (il metodo di cottura non è stato tramandato, ma si pensa fosse una bella grigliata).

Torniamo a noi, Prometeo con il dono del fuoco agli esseri umani rende possibile non soltanto la cottura dei cibi, ma anche l’affumicatura, e la conseguente conservazione della carne nel tempo.

Possiamo annoverarlo Prometeo, insieme ad Eracle, nel pantheon dei cultori della cottura alla griglia, ed un precursore del “low and slow”, perche per evitare che Zeus vedessi l’aquila in cottura la coprirono con lo scudo di Eracle, ma dopo abbondanti libagioni per festeggiare si addormentarono, il fuoco diminuì–allora il carbone era carbone, e durava tanto – al risveglio trovarono l’aquila tenera e succosa.

 

Morale della favola:

Bere con gli amici e fare un sonnellino giova alla cottura “low and slow”.

Continua… a breve la seconda puntata delle Cronache del fuoco!

 

  • Titani: sono nella mitologia greca gli dei più antichi, rappresentati con forme umane, nati prima dei dei olimpici.
  • Giganti (Ctoni) figure leggendarie primitive dalla caratteristica altezza.
  • Dei olimpici: sono dodici, ed abitano sul monte olimpo, esseri immortali che governavano sulla vita e la morte degli esseri umani. :

Zeus,  Era, Poseidone, Demetra, Bacco, Apollo, Hermes, Artemide, Atena, Ares, Afrodite, Efesto.

  • Esiodo: poeta greco antico vissuto fra il VIII ed il VII secolo a.C.
  • Eschilo:  Drammaturgo greco antico . Viene unanimemente considerato l’iniziatore della tragedia greca nella sua forma matura. 
  • Eracle: Maggiore eroe greco, divinità olimpica dopo la morte, fu venerato come simbolo di coraggio e forza, ma anche di umanità e generosità,