Si legge in giro, molto spesso, che l’alluminio sia tossico per ingestione. Molti griller, sulla base di queste dicerie, evitano quindi l’utilizzo di fogli di alluminio per il timore che possano contaminare gli alimenti.

La questione dell’alluminio va però affrontata su due diversi piani perchè possa scaturirne una valutazione seria, ossia va dapprima valutata la veridicità scientifica dell’affermazione (le dicerie hanno basi scientifiche serie?), ma va anche valutato il contesto in cui ci si muove (stiamo cucinando con il barbecue).

L’alluminio fa veramente male?

L’alluminio è uno degli elementi chimici più diffusi sul nostro pianeta. Per questo motivo lo si troverà ovunque come contaminante: nel sale da cucina, nelle spezie, nella carne, nell’acqua, etc. 
Tutta la discussione sulla tossicità dell’alluminio scaturisce, in origine, dall’utilizzo dei sali di alluminio nei deodoranti. Il percorso logico-mentale del timore dell’alluminio, infatti, è stato questo: dove si applica il deodorante per le ascelle? In una zona prossima al seno femminile. Quale patologia temono di più le donne? Il cancro al seno. 

Quindi:
 Deodorante > Alluminio > Ascelle > Cancro al seno > Alluminio cancerogeno

.

Ne è conseguito un dibattito che, in gran parte, è stato alimentato sul web da schiere di complottisti che facevano riferimento a studi scientifici improbabili sugli effetti cancerogeni dell’alluminio assorbito dal corpo umano. In realtà studi scientifici seri che dimostrino la tossicità dell’alluminio e dei suoi sali, in particolare, non esistono. Ne sono stati condotti diversi, ma non hanno dimostrato alcuna correlazione tra l’alluminio e il cancro. Sulla scia delle dicerie girate in rete, però, si è accresciuto anche il timore che l’alluminio usato in cucina potesse contaminare gli alimenti e renderli pericolosi per la salute.
 Mancando studi che abbiano dimostrato, in modo incontrovertibile, l’effettiva pericolosità dell’alluminio, per precauzione (anche eccessiva a mio avviso) alcune istituzioni pubbliche hanno emanato linee di guida che consigliano di evitare o limitare il contatto di utensili in alluminio con alimenti acidi. L’alluminio infatto reagisce con gli acidi, per produrre i suoi sali. Questo non significa, automaticamente, che l’alluminio faccia male.
Di concreto, però, abbiamo il fatto che da decine di anni utilizziamo regolarmente utensili in alluminio nelle nostre cucine, primo fra tutti la famosa caffettiera moka, ergo l’eventuale tossicità dell’alluminio ci sarebbe risultata anche evidente in un lasso di tempo così esteso.

Quando utilizziamo l’alluminio?

Il nostro contesto d’uso dell’alluminio, ed in particolare dei fogli di alluminio, è la grigliata con il barbecue.
Francamente, nessuno di noi può credere che cuocere le carni alla griglia, con l’affumicatura fai-da-te, sia una cottura sana, perchè non lo è. Non cuociamo e affumichiamo le carni perchè ci facciano bene, ma lo facciamo perchè ci risultano buone. Altri metodi di cottura sono molto più salubri di quella che si fa con il carbone che, nella combustione, rilascia anche sostante notoriamente tossiche. Una volta ogni tanto, mangiare carne cotta alla griglia, quindi, non ci pone in un rischio tanto più elevato di quello che corriamo respirando l’aria inquinata dai gas di scarico e dai fumi delle fabbriche. Ne consegue che preoccuparsi di un’eventuale contaminazione del cibo mediante l’utilizzo di fogli di alluminio, in un contesto come la grigliata al barbecue, risulti alquanto risibile. E’ come mettersi a fumare sigarette e aver timore che le onde elettromagnetiche del wi-fi ci possano uccidere.

Alluminio, foil wrap

One thought on “Tutta la verità sulla tossicità dell’alluminio in cucina

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