L’articolo che sto scrivendo non ha a che fare con la cucina, né con le griglie, né con le braci, ma dato che faccio parte di una community di neonati blogger, che spesso lamentano qualche difficoltà nello scrivere articoli per il loro blog, voglio condividere, con chiunque vorrà leggermi, quello che ho imparato su come si scriva un articolo che sia massimamente comprensibile per il lettore medio. Lo sapevo che prima o poi gli anni spesi  alla facoltà di Lettere sarebbero stati utili per qualcosa. 😉

Quali sono gli errori da non fare?

Quali, invece, sono le cose da mettere in risalto?

Partiamo subito con un concetto fondamentale, che vi consiglio di scrivere a lettere cubitali sulla scrivania: il lettore medio leggerà solo ciò che non farà fatica a comprendere, seguendo la regola aurea del minimo sforzo = massima comunicabilità. Questo significa che, fra un articolo lungo e dettagliato e uno breve e sintetico, il lettore medio sceglierà il secondo anche se quest’ultimo gli fornirà informazioni meno complete o di scarsa qualità.

La bravura di chi vuole scrivere un buon articolo sta tutta lì: fornire informazioni in modo chiaro e semplice ma al tempo stesso complete ed esaustive.

Come? Curando in modo maniacale quelli che, da sempre, sono i due pilastri su cui si basa qualsiasi comunicazione scritta: la forma e il contenuto.

Curare la forma

Non significa solo stare attenti alla grammatica, che in ogni caso è assolutamente necessario sia corretta. Significa anche, ad esempio, evitare periodi troppo lunghi, perché spesso portano fuori strada il lettore. A meno che non ci si chiami Alessandro Manzoni, meglio optare per frasi brevi ma corrette piuttosto che cimentarsi in evoluzioni stilistiche di dubbio gusto.

Un’altra cosa fondamentale è curare la punteggiatura mettendola al posto giusto ed evitando di usarla a sproposito. Quando vedo usare due o addirittura tre punti esclamativi o interrogativi, penso sempre a Ugo Ojetti, giornalista e critico d’arte, che parlando proprio del punto esclamativo diceva: “Quando, come s’usa nei nostri tempi scamiciati, ne vedo due o tre in fila sul finir d’un periodo, che sembrano gli stecchi sul didietro di un’oca spennata, chiudo il libro perché lo sento bugiardo.”

Fra le cose che possono affaticare il lettore e quindi spingerlo a smettere di leggere, voglio metterne in risalto alcune più ricorrenti: l’uso smodato dei puntini di sospensione (usati perfino al posto delle virgole) e l’uso di un font sbagliato, di un colore fastidioso o su uno sfondo pasticciato. Anche scrivere intere frasi in maiuscolo spinge il lettore a sforzarsi.

Quindi ricapitolando: curate la grammatica, la punteggiatura, la sintassi (se avete dei dubbi, e vi assicuro che anche lo scrittore più esperto ne ha, consultate uno dei tanti dizionari online affidabili o il sito dell’Accademia della Crusca ) usate un font che sia facile da leggere ed optate per la sobrietà evitando troppi punti esclamativi (o interrogativi) e puntini di sospensione. Siate brevi. Siate chiari.

Curare il contenuto

Troppo spesso si leggono articoli incompleti  che danno la sensazione di essere proprio “tirati via”. Curare il contenuto è la parte più difficile ma anche quella che può trasformare un articolo mediocre in un ottimo articolo.

Se ad esempio scrivete una ricetta, non partite subito con gli ingredienti: cercate qualcosa in rete, documentatevi, studiatene la storia e le origini e poi scrivete una breve introduzione.

Non copiate da altri siti, cercate di elaborare un vostro discorso, nel vostro stile (oppure mettete tra virgolette e citate la fonte).

Non parlate di cose che non conoscete e, anche quando pensate di conoscerle, fate lo stesso una verifica veloce. Questo punto mi preme in modo particolare. Mi è capitato di leggere  dei buoni articoli in cui però venivano fatti errori grossolani o almeno che apparivano tali agli occhi di chi conosceva benissimo la materia;  c’è sempre qualcuno che vi legge e si accorge che avete fatto un errore, anche se parlate di argomenti meno conosciuti. Il che vi espone al pericolo di essere criticati e quindi smentiti, perdendo di fatto credibilità. Quindi, se decidete di parlare di qualcosa, fatelo documentandovi sempre in modo appropriato.

Quando dico di documentarvi, intendo che lo facciate anche verificando le notizie, le citazioni, gli aneddoti, le curiosità. Qualsiasi informazione decidiate di inserire nel vostro articolo DEVE essere VERIFICATA.

Rivolegetevi sempre al lettore come se non conoscesse per niente la materia trattata:

questo è davvero il punto più importante. Cercate di dare per scontato il meno possibile: non tutti coloro che vi leggeranno saranno esperti in materia e quindi è sempre buona cosa spiegare i concetti fondamentali, anche se a voi sembrano scontati. Il che non significa dover sempre spiegare cosa sia, ad esempio, il kettle (anche perché al massimo potete mettere link  a siti esterni che lo spieghino) ma puntare al fatto che un qualsiasi lettore completamente ignaro in materia possa capire, del vostro articolo, un buon 80 per cento. Quel tanto da fargli venire la curiosità di cercare da solo le cose che non ha compreso.

Mettete sempre un vostro punto di vista, una vostra idea, una vostra opinione: questo potrebbe esporvi a critiche, ma darà al vostro articolo una spinta in più, che è sempre una cosa apprezzata.

Se decidete di scrivere il vostro articolo in una lingua diversa dall’italiano, fosse anche il sanscrito, fatelo solamente se parlate il sanscrito come la vostra lingua madre. Questo perché tanto, prima o poi, trovereste qualcuno che fa perfino la lista della spesa in sanscrito e troverebbe errori grossolani. E ve li farebbe notare.

Evitate lo stile accademico da noiosa lezione universitaria e puntate sulla leggerezza anche se state parlando di argomenti seri: fate battute, inserite espressioni dialettali e linguaggio colorito. Non dovete scrivere una tesina, dovete principalmente divertire e catturare l’attenzione di chi vi sta leggendo.

Scrivete sempre una conclusione.

È terribile leggere un articolo che a un certo punto finisce dando l’impressione che lo scrittore d’improvviso si sia stancato e abbia smesso di scrivere, lasciando l’argomento incompleto.

Siate brevi ve l’ho già detto? Bene, ve lo ridico.  Potreste obiettare che l’articolo che sto scrivendo non sia affatto breve. Io potrei rispondervi che lo è eccome, perché di cose da dire ce ne sarebbero ancora due milioni. E poi potrei frustarvi.

Vi do un ultimo consiglio, prima di salutarvi: non pubblicate subito ciò che avete scritto di getto. Datevi sempre qualche ora di pausa e poi rileggete: vi assicuro che troverete errori o cose da rivedere che prima non avevate notato, anche se avevate riletto mille volte il vostro articolo.

Spero di esservi stata utile, l’intenzione non era quella di sembrare una maestrina dalla penna rossa, quanto piuttosto quella di condividere un po’ di quello che so per aiutare tutti i blogger di BBQ4All. Mi aspetto che facciate lo stesso con me, quando avrò bisogno di consigli.

Buon lavoro a tutti. A tutti noi.

Michela

2 thoughts on “Piccola guida per blogger in erba

  1. Articolo molto utile…. ?E voglio mettere i puntini giusto per far capire che ho letto tutto attentamente ? Grazie Michela

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *