Linguine al pesto di mandorle

Ieri sera avevo deciso di non preparare nulla da cena. Mio marito non tornava a casa per cena e io avevo proprio voglia di far nulla.

Un toast e via, anzi nemmeno un toast… un tramezzino così non accendevo nemmeno il tostapane.

Ero già spaparanzata sul divano, la copertina sulle gambe e la televisione sintonizzata su una delle mille mila repliche di una puntata di Master Chef (quello australiano che mi piace di più). Loro si divertono e non fanno tante scene isteriche.
Suonano alla porta: chi sarà? Il postino no perché è tardi, un corriere nemmeno perché alle 18 cascasse il mondo non consegnano nemmeno il pacchetto che hanno in mano… l’unica soluzione era quella di terminare con le domande e andare ad aprire, solo così avrei risolto l’enigma.

Con mia grande sorpresa, mi trovo davanti due mie carissime amiche (gemelle) del liceo che non vedevo da tempo. Erano di passaggio per ragioni di lavoro ed erano passate per farmi un saluto.

“Dai, rimanete a cena che sono sola!”

L’avevo detto d’istinto, senza neanche rendermi conto che la risposta poteva essere positiva; e così è stato.

Non c’e stato bisogno di insistere, hanno accettato subito di buon grado.

Bene, bisogna inventare qualcosa di veloce.

Apro il frigorifero e vedo un limone triste che se ne sta sul ripiano accanto a un arancia, un mezzo panetto di burro e il culetto rinsecchito di un salamino.

Vado in dispensa e lì ancora peggio: un misero sacchetto di mandorle e uno di pinoli che se avessero potuto parlare fra di loro si sarebbe sentita l’eco.

Panico totale.
E adesso che cucino?

Porto le mie amiche sul terrazzo per mostrare loro il bel panorama, sperando di avere un’illuminazione su cosa preparare per cena e l’illuminazione arriva! Nella vasca dove coltivo  gli odori, tra il rosmarino, il basilico, il timo e il prezzemolo c’è anche una piantina di rucola!

Rucola: la mia salvezza!

Stacco un po’ di foglioline le lavo e le metto nel robot con il sacchetto di mandorle pelate (solo le mandorle, il sacchetto di plastica l’ho tolto!) e ne faccio una purea.
Prendo una padella profonda, metto quattro cucchiai d’olio extra vergine di oliva, la purea ottenuta e gratto la scorza del povero limone preso dal frigo. Aggiungo  una generosa manciata di parmigiano grattugiato e mescolo in attesa che cuocia la pasta. Non avevo spaghetti, ma le linguine sono forse più adatte!

Verso la pasta nella padella con un po’ d’acqua di cottura e mescolo il tutto in modo tale che le linguine si condiscano dell’impasto cremoso che si è creato.

Porto in tavola come se quella appena fatta fosse stata la ricetta più ricercata del mondo, fatta apposta per dare il benvenuto alle mie due amiche che si sono pappate  tutto con grande soddisfazione. Beate loro che sono magre come un chiodo e si possono permettere di mangiare oltre un etto di pastasciutta a testa!

Però non potevo fermarmi al primo, dovevo inventare anche il secondo!

Da qualche parte, in fondo al congelatore doveva esserci un filetto di maiale… vado e lo prendo e…

No, questo ve lo racconto nella prossima ricetta.

Ah, le mie amiche hanno portato un cabaret di pasticcini. La serata è finita in dolcezza, pancia piena e tante risate!

Alla prossima.

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